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Ugo Barlozzetti I progetti di Nadia Benelli mostrano la loro piena funzionalità fantastica per la possibilità di definire spazi con materiali poveri come iuta e corda,aprendosi ad un intervento continuato da parte del pubblico. E questo fatto coincide con modificazioni reali e non finte. Oltre a ciò Nadia Benelli predetermina in una razionalità le geometrie possibili. Si riesce così a cogliere una creatività non casuale che postula una verifica nello spazio che si vive .Da qui appare evidente come siano ben altro che innocue, solate meditazioni questi rapporti tra fili e biacche
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Non si può negare la presenza del rischio dell’inadeguatezza delle strutture collettive nel recepire il carattere fondamentalmente e radicalmente alternativo ad un tale mondo poetico poche esperienze si possono immaginare così profondamente antitetiche al mass-media o ai paradisi artificiali eppure la presenza di questi operatori,la loro perseveranza è ragione di speranze di fiducia, nel rinnovato entusiasmo della scoperta di mezzi espressivi capaci di comunicare le istanze di fondo della realtà contemporanea senza facili ideologismi ma come estrema chiarezza nel nesso e prassi. |