1970 – 1975
IPOTESI:
MORFOLOGIA COSTRUTTIVA

Eugenio Miccini

[…] Non mi sarei permesso certe analogie se non ne ricavassi un riscontro morfologico pregnante: nelle opere della Benelli, proprio per quell’oscillazione tra il simmetrico e l’asimmetrico che caratterizza la nostra cultura, dalla storia al mito, non c’è pacificazione di strutture ma un dinamismo multiplo.

E c’è di più: una dissoluzione dei piani, che significa una raffigurazione del traslato della materia in energia indicato dai fasci di linee. Costruzione, dunque, illusoria, che cioè disperde ogni tentazione di referenti oggettivi, ma costruzione effettiva, cioè mentale e razionale di rapporti, puri, se vogliamo, insomma di una morfologia che, dovunque collochi le proprie fonti generatrici, resta comunque umana.

 



 

[…] Ho parlato impropriamente di labirinti.

 I fasci di linee parallele, infatti, hanno

  soluzioni di continuità ogni volta si

  incontrano e parrebbe che, conseguentemente,

  non lasciassero transitare dall’una

  all’altra fascia nessun virtuale movimento.

  Ma ho precisa la sensazione, semmai,

  che, quando le strutture prendono una

  disposizione concentrica, la fasce procedano

  per andamenti spiraliformi creando

  addirittura vortici.   


 




 

 

[…] C’è un riferimento a due costruzioni

( e non si può negare che la Benelli non

sia affascinata da impulsi costruttivi)

che hanno valori anche simbolici e

mitologici: la torre Eiffel e quella

di Nembrot ( di Babele).
 

[…] Uno sguardo verso l’alto dalla base della

celebre torre e in posizione decentrata,

ecco il quadro della Benelli.




Giuse Benignetti  

Nelle ultime ricerche, come nelle opere eseguite negli anni precedenti, appare evidente la padronanza nel campo la quale i  mezzi espressivi sono adoperati, nonché la consapevolezza di muoversi coerentemente nel campo d’azione delle proprie scelte di indagine.

La misurazione di una spazialità geometrica attraverso fasci di parallele delimitanti volumi di orientamento composito,fa pensare alla intenzionale verifica di canoni compositivi di un superamento espressionismo le cui linee di forza riescono a proporre, nel prescindere da ogni riferimento figurativo, nuove realtà essenziali;non una analisi di situazioni formali, tuttavia, bensì una effettiva impostazione non arbitraria di elementi costruttivi nell’assoluto rispetto delle regole del giuoco.

Da una pittura nella quale ogni concessione alla casualità è preclusa e dove pur tuttavia il più ampio spazio è liberato alle evoluzioni della fantasia, possiamo attenderci anche un superamento della ricerca pura per riconoscere nella dimensione visiva delle composizioni definitive quei valori di edonistica soddisfazione estetica di per se sufficienti a concludere un evento artistico.

                                                                     
 


 


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